Le Moto a Sambuca di Sicilia

Cari soci e cari amici ben trovati, prima di cominciare il moto-racconto, mi sono fermato un attimo a guardare quante gite abbiamo fatto, e mi sono accorto che, con quella di ieri, il moto club ha organizzato ben 40 eventi motociclistici da quando è nato. Ma ci pensate, abbiamo girato con le motociclette

\r\n \r\n

in lungo ed in largo per tutta l’isola e per una parte dell’Italia, ed ancora unn’ammu visto nenti…..si fa per dire, ma siamo sicuri che ancora c’è tanto da vedere, perché ogni posto che scopriamo si rivela un posto unico, come Sambuca di Sicilia, che nonostante conoscessi attraverso vicende familiari, non ha mancato di stupirmi, facendomi scoprire alcune importanti realtà come Palazzo Panitteri o il museo delle sculture tessili di Sylvie Clavel, ecc.ecc. Ma prima di entrare nel merito della gita, Un pensiero va al nostro socio più rappresentativo, il Pirata “El Caran” che non ha potuto essere dei nostri, ed al quale vanno i più calorosi “in bocca al lupo”, per la situazione che sta attraversando. Bene, adesso direi di cominciare con il ringraziare tutti quelli che ci hanno dato fiducia, a partire dal gentil sesso, che ci onora con la sua dolce presenza e quindi la signora Palmeri, la signora Tabbì, (non le indico con il nome di battesimo solo perche non lo conosco ), e poi Viviana, Teresa, Loredana, Paola, Rosalba, Rossella, Melania, Lavinia, Concetta e Tiziana. Poi è doveroso ringraziare i nostri ……chi vi piacissi sintirivi chiamari CENTAURI……ma tant’è….quindi Lino A, Lino P, Lino C, (i tri ill’AVE e Maria), Gianfranco, Pietro C, Franco Iceman (passato all’altra spHonda….), Giovanni Tenerè, Angelo Vanità, Peppe (U carusu che stivali), Giuseppe C, Giuseppe L, Marcello cò chiovu, Ntonio Tabacchino, Il Rag.D’Amaro, Savio, Rocco, Gianfranco, Emanuele, Nuccio, Naviman Oize, Tonino il Santo, Vincenzo Dark, Carmelo rullino, Carlo, Pietro Polizei, Maurilio (the president without motorcycle) ed il sottoscritto. Da non crederci 40 partecipanti, anche se in effetti c’erano altri motociclisti ospiti di alcuni soci di cui però non ricordo il nome. Forse il numero più alto di adesioni da quando abbiamo cominciato, e pensare che ci sono state anche delle defezioni dell’ultima ora. Alla ormai solita ora, il gruppo compatto si è messo in marcia, anche se già all’avvio mancavano le motociclette di Marcello e Rocco, impegnate per la questione chiodo…..la domanda sorge spontanea, Marcè ma che zone frequenti? Tutto ciò comunque ha comportato un minimo ritardo che non ha compromesso il buon esito del viaggio d’andata. Nota a parte per Nuccio e Rosalba, il primo impegnato a capire dove doveva andare, la seconda a fare Public Relations con tutti i motociclisti che incontrava…..ahahahahahah Alle 10,30, nonostante tutti i tentativi di farci arrivare in ritardo, eravamo in quel di Sambuca, dove ad attenderci c’erano il presidente della locale Pro Loco, Calogero Guzzardo ed il suo fido aiutante, Claudio, che con l’occasione ringraziamo per l’ospitalità e le preziose informazioni. Il giro è cominciato con la visita del teatro “L’idea” in stile Liberty. Una piccola bomboniera con 250 posti a sedere, tre ordini di palchi e con un’acustica d’eccellenza, dove ad accoglierci è venuto il vicepresidente Pino Guzzardo, che ci ha aggiornato circa le molteplici attività culturali cui il teatro è impegnato. Dal teatro siamo poi passati all’istituzione Gianbecchina, nome d’arte di Giovanni Becchina pittore italiano dalle origini sambucesi, che ha lavorato con Renato Guttuso, Giovanni Barbera ed altri pittori di fama mondiale. L’istituzione fondata nel 1997, grazie alle opere donate dalla famiglia, è un trionfo di sicilianità, dove il soggetto al centro di ogni dipinto è la figura dell’uomo o della donna siciliana, incastonate nello splendido territorio nostrano, che fa da cornice alle opere. Uscendo dalla mostra ci siamo diretti verso il palazzo dove sono raccolte le “sculture tessili” dell’artista francese Sylvie Clavel, realizzate con corde annodate con nodi davvero particolari, per dare vita a vere e proprie sculture (la galleria fotografica saprà certamente rendere onore alle opere, più di quanto non riesca io anche attraverso la migliore delle descrizioni) . All’uscita dal palazzo siamo entrati dentro la chiesa di Santa Caterina, bellissima, meravigliosa, direi unica, con le sue sculture in rilievo che adornano le pareti per quasi tutta la superficie muraria. Ed ancora una visita, quasi furtiva, a palazzo Ciaccio (galeotto fù il protone spalancato) ed al palazzo Panitteri, vecchio fortino adibito a museo, dove sono raccolte meravigliose testimonianze e reperti dell’acropoli e della necropoli sambucese. Il tour del borgo di Sambuca viene completato dal giro attraverso i vicoli Saraceni, detti anche “Li 7 Vaneddi”, un budello di vicoli stretti dentro i quali si rischia di perdersi come dentro ad un labirinto, ma che riporta il visitatore in un’epoca lontana. Siamo nel quartiere arabo che senza dubbio dovette essere il primo nucleo saraceno che qui si insediò. Terminato il giro mattutino con le foto al belvedere, ci siamo diretti verso il ristorante “don Giovanni”, dove ad attenderci c’erano, oltre al titolare, Don Giovanni, anche tutte le ottime pietanze preparate dallo chef. Peccato per la leggera pioggerellina che ha bagnato le strade durante il pranzo, che non ci ha permesso di proseguire la visita verso il sito archeologico di “Monte Adranone”, e che quindi ci ha costretto a saltare questa tappa pomeridiana e ad avviarci anzitempo verso casa, dove siamo arrivati intorno alle 19.00 per la solita foto di rito. Bene che dire, giornata fantastica, persone fantastiche, posto sorprendente, ci sono tutti i numeri per poter catalogare questa gita come una tra le più belle anche se, come spesso diciamo, la gita più bella è quella che si deve ancora fare. Ci vediamo alla prossima, “Il nido delle Aquile” sui Nebrodi. Umberto