Coast to Coast "Le Moto in Basilicata"

Cari soci ben trovati, finalmente siamo a casa, all'asciutto, dopo due giornate di cogghiri acqua e umido, dopo un viaggio di ritorno durato 11 ore e mezza per percorrere solo 580 km; finalmente ci siamo, per la felicità delle nostre mogli e dei nostri cari......forse......sapiddru se qualche d'uno ha trovato le valigie fuori dalla porta, e la seratura cambiata....chissà. Sta di fatto

\r\n \r\n

che stanchi, bagnati fradici e logorati dallo stress, siamo finalmente arrivati a casa, con un carico di belle foto, di bei ricordi, di grandi risate e di serrati confronti. Questo viaggio in Basilicata lo archiviamo fra i ricordi dei giri più bagnati, come un famoso Gambarie del 03/09/2010 che molti di voi certamente ricorderanno. Comincerei con il ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, quindi l'onnipresente Nele El Caran detto il Pirata.........della strada ovviamente, Naviman Oize, Tonino "Il Santo ", Franco "Iceman", Ntonio tabacchino e so cuscino Salvo , Massimo Telekom, Pietro Polizei (detto anche pietro Taxi), Maurilio apperi, Saverio Nordcape ed il sottoscritto, Umberto Motospeed. Alle 07.50 del 04 ottobre, dal solito bar, le nove motociclette si sono messe in viaggio con prima tappa Catania, dove ad attenderli avrebbe dovuto esserci quel fanatico ritardatario di Saverio.......,ma trattandosi di un ritardatario incallito, altro non poteva fare che arrivare tardi. Durante questa prima tappa, abbiamo fatto una scoperta strabiliante, ossia che l'Iphone è in grado di volare.......altro che prove di caduta su siti specializzati, che pagano dei poveri minchioni che lasciano cadere i telefonini per provarne la consistenza costruttiva. L'Iphone di Pietro è volato dalla motocicletta a circa 100 km/h schiantandosi al suolo, segnandosi da ogni parte, piegandosi a banana ma senza rompersi, senza nemmeno un segno sullo schermo, e con il risultato finale di accendersi per poi funzionare come se nulla fosse. E poi dicono che sono soldi "buttati".........ahahahahah. Dopo questo bell'inizio, per Pietro ovviamente che ha visto lievitare i costi di questa vacanza (in un balzo), ci siamo catapultati verso i caselli dove speravamo di trovare Saverio, ma quando maiiiii.......sempre il solito ritardatario. Dopo un quarto d'ora e le presentazioni di rito, ci siamo rimessi in marcia verso la meta finale. Meta finale ancora abbastanza lontana, ma la giornata soleggiata e tiepida rendeva, quel che restava del viaggio, un sicuro divertimento motociclistico. A Falerna sosta per il pranzo e per i primi momenti di confronto, con Pietro che mostrava i segni e le ammaccature riportate dal suo Iphone......diventato a forma di banana..., in effetti mi è parso che la cosa non gli dispiacesse affatto, chissà perché.......e non fate i soliti pensieri cattivi.......Pietro, per quello aveva già a Maurilio…dietro.....ahahahahahah. Ma poteva filare tutto liscio? Potevamo non perderci? Assolutamente no, allora qual'è il bello di questo Motoclub? Bisogna per forza perdersi, in un modo o in un altro si trova sempre un motivo, una ragione per spezzare la colonna, vuoi perché il Pirata doveva fare benzina, e senza avvisare il capo fila ha decideva di entrare alla stazione di servizio; vuoi perché nonostante le indicazioni dettagliate fornite, si sbagliano le uscite e gli svincoli o non si leggono bene i cartelli, vuoi perché siamo sempre troppo presi e distratti dalla guida, ma il risultato è che a volte non riusciamo a stare nel gruppo e con il gruppo, creando rallentamenti che si traducono in ritardi che rischiano di compromettere l'esito della gita. In ogni caso tutto è bene quel che finisce bene, e per noi l'essere comunque arrivati a visitare il Cristo Redentore, prima che il sole sparisse dietro un fantastico mare, ci ha permesso di gustare forse uno dei momenti più belli di tutta la gita, almeno per quel che mi riguarda. La galleria fotografica renderà certamente meglio di qualsiasi descrizione. Quando ormai il sole era sparito dietro l'orizzonte marino, decidiamo di ripartire per andare in hotel, attraversando le stradine di Maratea, che in alcuni tratti mi hanno ricordato Positano. Raggiunto l'albergo, tolti gli abiti motociclisti, indossati gli abiti civili, ci siamo ritrovati nella hall per dare vita alla prima serata in quel di Maratea. Come al solito, non poteva mancare il pentito di turno, pentito dichiarato che ha nuovamente girato le spalle al povero Oize che si è ritrovato solo, bastardi dentro........tutti quanti......ahahahahahah Un paio di noi si sono recati nella vicina Sapri, mentre altri, tra cui il sottoscritto, hanno gustato le prelibatezze del ristorante "Da Peppe"che ci ha sollazzato il palato con dei piatti di pesce veramente deliziosi. La mattina successiva, appena sveglio ho aperto la finestra della camera, e sono rimasto estasiato dallo splendido panorama che si apriva di fronte ai miei occhi. Uno squarcio del golfo di Policastro si apriva davanti a noi, un mare calmissimo, limpidissimo profumato che ci invitava a fare un bagno....... Se avessi avuto il costume mi sarei certamente avventurato, nonostante il cielo grigio non promettesse niente di buono. Ed infatti verso le sette e mezza è cominciato a piovere, preannunciandoci un viaggio all'insegna dell'acqua. Devo essere sincero, quella che doveva essere la parte forse più interessante di questo viaggio, l'attraversamento della Basilicata da sud, ci è stato negato, forse anche noi siamo stati un po' troppo pessimisti, convincendoci ad affrontare un percorso più lungo e molto, ma molto più noioso. Morale, siamo partiti alle 09,00 e siamo arrivati a Matera alle 13,40, percorrendo appena 220 km. Qualcuno, come oramai è consuetudine, mi ha accusato di correre. Lo inviterei, dati alla mano, a fare due conti per verificare la media tenuta, ci si stupirà scoprendo che la media tenuta non ha superato i 70 km/h......parliamo di media, quindi ci sono stati picchi, ove permesso e rallentamenti, ma non si può accusare il sottoscritto di tenere medie insostenibili, perché non è assolutamente così, anzi cerco sempre di mantenere andature costanti, poi se c'è gente che ama andare a spasso invece che tenere il passo.......altro che “passisti”. Troppo facile definirsi “passisti” ( da vocabolario: corridore ciclista dotato, e già sul "dotato" ci sarebbe da aprire capitoli e capitoli, di una particolare attitudine alle gare su lunghi percorsi pianeggianti, che richiedono andatura sostenuta e costante, sottolinerei sostenuta e costante….). Ci sono colleghi, amici e parenti, tutti “serpenti”, che fanno un uso distorto dei sostantivi. Li inviterei a rivedere certe definizioni e ad evitare sterili critiche......volte solo a mascherare evidenti limiti nello stare appresso a chi precede. Chiusa questa breve ma quanto mai opportuna parentesi, catapultiamoci sul succulento pranzo preparatoci dalla meravigliosa Clara, che si messa ai fornelli senza alcun nostro preavviso, e ci ha preparato degli strepitosi manicaretti. Nel pomeriggio, appanzati e satolli, decidiamo di recarci a Matera nonostante la pioggerellina, che fastidiosissima ed interminabile veniva giù. Raccogliamo la bellissima proposta di Ntonio che suggerisce di chiamare dei taxi, per non dover avere problemi con il maltempo ed il parcheggio. Alle 17.30, due taxi si presentano davanti il casale per condurci ai sassi. Che dire di Matera, a me ha fatto una impressione molto positiva, di città molto elegante, molto colta, piena di bei negozi, di botteghe d'arte, di chiese e poi ovviamente i famosissimi sassi, caratteristica unica al mondo tanto che, nel 1993 viene riconosciuta Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco, primo sito dell'Italia meridionale a ricevere tale riconoscimento, e prima città al mondo ad essere riconosciuta paesaggio culturale, tanto che nel 2008 è stata candidata come Capitale Europea della Cultura 2019 (fonte Wikipedia). Purtroppo la pioggia non ha smesso un solo attimo di accompagnarci, rendendo la visita più complicata di quanto potessimo prevedere. Morale alle 21.30, alcuni di noi erano già in camera, stanchi ed infreddoliti dall'umidità, ma consci che l'indomani sarebbe stato certamente peggio. Ed infatti la mattinata si è mostrata così come si era chiusa la nottata, con la pioggerellina tanto fitta quanto fastidiosa. Alle otto e trenta dopo la foto in parata, ci siamo rimessi in marcia, con passo lento ed attento cercando di evitare facili scivolate. Verso il litorale la pioggia è aumentata, rendendo,i praticamente impossibile la visuale da dentro il casco tanto che ho dovuto obtortocollo rallentare la mia andatura quasi a perdermi dal gruppo. Le condizioni sono migliorate appena raggiunta la costa ionica del Metaponto, fino a Sibari, dove è ripreso a piovere sino a Pizzo Calabro. Nel frattempo le temperature hanno oscillato dai 16 gradi del tratto Rogliano /Altilia, ai 28 di Falerna Marina. Non ci siamo fatti mancare nulla, pioggia, sole, freddo, caldo, umidità . Tutte le variabili climatiche prevedibili ed imprevedibili, ci hanno accompagnato in questo lungo rientro, terminato in quel di Gela alle ore 19,45, dopo ben oltre 11 ore di motocicletta per percorrere solamente 580 km......... Che dire, il viaggio è stato ovviamente lungo e non denso di insidie e di incertezze, ma sono tutte situazioni che servono a temprare la schiena dei soci di questo Motoclub, dove vige il motto: "quando la strada si fa dura, i duri cominciano a fare strada". Facce tirate e guance scolpite dalla tensione, questi i volti dei miei colleghi alla foto finale. Complimenti e congratulazioni a voi tutti, è stato bello poter essere accanto a voi in questo viaggio, arrivederci alla prossima moto cavalcata in quel di Marsala. Umberto