"Le Moto" girano l'Italia

Bene cari amici ci siamo, finalmente è giunta l'ora della partenza, per quello che, sulla carta , si presenta come uno degli eventi più interessanti tra quelli presenti nel calendario 2013.

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I centauri  "Naviman Oize", "il pirata El Caran", "Ice Man Franco", "Santo che non suda Tonino" ed il sottoscritto

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, puntuali come sempre sono partiti dalla Capannina alla volta del porto di Palermo, dove ad attenderli c'era la nave "Florentia".

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Un vento maledetto ci ha accompagnato per quasi tutto il viaggio, raffiche fastidiose ed allo stesso tempo pericolose, che ci hanno tormentato fino a Termini, senza mai darci un attimo di tregua.

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Poi, man mano che ci si avvicinava a Palermo, il vento è cominciato a calmarsi, e le temperature sono arrivate fino a 24° rendendo piacevole l'ultimo tratto di strada.

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Ad un certo punto il nostro Naviman ha deciso che sarebbe stato bello aggiungere, al nostro già fitto itinerario, anche la visita in quel di Villabate per cui, con una mossa a sorpresa esce dall'autostrada, e ci trascina in mezzo al bordello magno del traffico di una Villabate ancora nel vivo della propria attività, e quindi macchine a destra e a sinistra, munnizza e fetore ai bordi della strada, che dire, BELLISSIMO spaccato della parte meno nobile della nostra Sicilia.

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Sapiddru chi ci passau nta nucca.

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Domanda, ma non si poteva uscire direttamente per il Porto?

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Raggiunto il porto, c'era già pronta la nave, in attesa di sbarcare il suo carico di turisti e non solo.

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Con un'ora abbondante di ritardo, la nave ha preso il largo dando così il via al nostro particolare giro d'Italia.

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Vi risparmio tutte le storie che il buon Naviman ci ha raccontato su tutti i suoi viaggi, i giri, le avventure...al confronto Indiana Jones era un pivello......ahahah.

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In sintesi il viaggio in nave è una palla mostruosa, se poi hai al fianco uno come Ezio, non ti passa più........, Tonino è veramente un Santo........ahahahah.

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Finalmente sbarchiamo a Genova, ma quel che importa di più, riusciamo a telefonare (min….. a bordo una telefonata con il cellulare costava 4 euro al minuto, manco chiamassimo dalla luna........bastardi).

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A Genova ad attenderci troviamo gli amici del club Goldwing, venuti appositamente a salutare Oize e Tonino.

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Gente veramente simpatica, solo un po' strana, basta guardare le loro moto serigrafate allo stremo, oppure piene di luci colorate ( mizzica quanti buttaniggi avianu…..pariano bardate a festa), come quei TIR che si incontrano di sera per strada, tutti illuminati con quelle strane scritte sul parabrezza.........a confronto il buon Ezio ed il buon Tonino sono normali.......certo se Ezio è da considerare normale.......ahahahahahah.

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Comunque a Naviman ed al Pirata ho deciso di dedicare due capitoli a parte, vuoi per il rispetto dell'anzianità, vuoi perché se non ci fossero, ci annoieremmo a morte...per quante ne combinano.........ahahahahahah.

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La serata a Genova scorre via allegramente, in compagnia dei simpaticissimi colleghi motociclisti, tra i racconti di Ezio ( il mazzo lo tiene sempre lui) e le performance di queste motociclettone piene di luci e disegni.....

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Il giorno successivo inizia il vero tour, peccato che la mattinata cominci con il cielo plumbeo, e la pioggierellina che ha già battezzato le nostre moto.

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La prima tappa è Portofino, 439 abitanti, o meglio, privilegiati abitanti.

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E’ considerato uno dei più caratteristici e pittoreschi borghi marinari del mondo, difeso e protetto dal Castello Brown, dimora nobiliare del 1425, e dal '61 proprietà del comune...........sti caz.....

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Con le moto riusciamo ad arrivare sino alla piazzetta davanti al mare, che spettacolo, un sogno.

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Il nostro arrivo non passa certo inosservato, vi immaginate se il nostro Naviman non attaccava immediatamente bottone con tre signore del luogo, la scusa della foto e vai.......mbare, un ti sta capennu.......a Sicilia, Catania, u Goldwing......ahahahah.....un grande.....di tutto di più.

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Alle 09,45 ci rimettiamo in marcia, direzione Toscana, comune di Lucca.

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Alle 12.30 siamo in quel di Lucca, meraviglioso comune che ha mantenuto intatto il suo aspetto medievale, circondato da una fortificazione muraria, che viene considerata uno dei simboli principali assieme alla piazza dell'anfiteatro, il Duomo di San Martino, il palazzo Ducale, la torre dell'orologio, la chiesa di San Michele, e potrei continuare all'infinito talmente questa città è ricca di monumenti e bellezze architettoniche.

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Dopo aver consumato un gradevole pranzo, con la temperatura finalmente più calda, anche troppo per il nostro abbigliamento, riprendiamo il nostro viaggio verso Grosseto.

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Più che viaggio lo definirei calvario, mi spiego meglio, innanzi tutto stendiamo un velo pietoso sul nostro navigatore, (meglio non infierire, tanto il giorno successivo qualche minchiata l'ho fatta anche io......ahahahahahah )

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che ci ha fatto fare un giro fuori programma di 80 km.

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Questo inatteso fuori programma ha comportato una sosta forzata all'area di servizio di Castagnolo ovest, dove tutti abbiamo fatto il pieno di benzina con la sgradita sorpresa che, appena riempito il serbatoio, l'autobusso di Ezio si è acceso per un istante per poi spegnersi irrimediabilmente.

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M I N C H I A che tragedia, “u Goldwing” non ne voleva proprio sentire di riavviarsi, manco a pirati….., da parte di Ezio mancavano solo quelle, visto che tutti i Santi del Paradiso e dintorni erano già venuti giù.

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Ad un certo punto ci siamo preoccupati pure per lui, ha cominciato col dire "mi sta sintennu mali......staiu murennu.....mi sentu rimuddrari i iammi..."

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In parole povere oltre al carro attrezzi serviva pure una ambulanza.....

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Fortunatamente il povero Oize, sconfortato dalla performance della sua cabriolet a due ruote si è ripreso pensando che la povera Goldwing fosse arrivata al capo linea, "basta, arrivasti, ora ti rottamo......" Questi ed altri suoi commenti parevano ridargli forza, e meno male, altrimenti come dovevamo fare?

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Comunque va detto che grazie ai potenti mezzi messi in campo da Ezio, che ha telefonato a quasi tutti gli amici Goldwing della terra, siamo riusciti a portare la moto a Livorno, (con l'omino del carro attrezzi ca' paria Poldo, imbranato totale), e a trovare un'anima pia (sant'Alessandro, mago delle Goldwing), che ha messo mani al cadavere per l'autopsia.

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Diagnosi finale?

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Acqua nella Benzina, o forse sarebbe il caso di dire tracce di benzina nel pieno d'acqua pagato a caro prezzo dal nostro Naviman.......bastardo il gestore, bastardo lui è tre quarti della sua palazzina.......è mi fermò quì anche se sarebbe il caso di infierire pesantemente per come ni futtiu a tappa do giru......

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È si, a causa di questo fastidiosissimo fuori programma, ci siamo dovuti fermare a Livorno, e riprendere il nostro viaggio con 200 km che dovevano essere recuperati al più presto.

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Il giorno successivo, sotto una pioggia finissima riprendiamo il nostro viaggio alla volta di Norcia.

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380 km da affrontare tra statali con limite massimo 50 km infarcite da autovelox ad ogni curva........., un po' di autostrada, e qualche km di statale a denso traffico.

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Partiti alle 08,00 arriviamo a destinazione alle 13.00 e vi detto tutto.

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Ovviamente il percorso ha mostrato tutta la bellezza dei paesaggi toscani e dell’Umbria, con un passaggio accanto al lago Trasimeno, bellissimo…..

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Arrivati a Norcia, decidiamo subito di pranzare in un locale caratteristico, dove personalmente ho mangiato benissimo, antipasto di prosciutto crudo del luogo, tagliatelle al ragù di cinghiale, flietto di cinghiale al pepe verde, salsiccia di cinghiale, devo dire che na passammu bbonu…..

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Satolli come dai maialini facciamo un giro dell’antico borgo, e che dire semplicemente una bomboniera….

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Le foto in galleria certamente renderanno meglio di ogni mio commento.

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A questo punto, terminato il giro di Norcia, dovevamo prendere una decisione piuttosto impegnativa, continuare il programma e salire sino a Campo Imperatore, (il tempo non prometteva nulla di buono e, da quota 600 mt slm, dove eravamo noi, dovevamo salire sino a quota 1800 slm)  oppure ridiscendere verso le Cascate delle Marmore, a Terni?

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Saggiamente abbiamo optato per questa seconda ipotesi, ma resta il rammarico per non aver proseguito come da programma.

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Prometto che ci ritorneremo……..

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Le cascate sono un colpo d’occhio impressionante, una montagna d’acqua, tra le più alte d’Europa con un dislivello complessivo di 165 mt che vanno giù creando una nube d’acqua che investe tutti coloro che sono a valle creando splendidi giochi di luce.

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Riprendiamo il viaggio direzione Teano, attraversando Terni dove, improvvisamente ci coglie uno scroscio d’acqua che praticamente ci accompagnerà per buona parte della nostra tappa.

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Dopo un paio d’ore di viaggio, lasciata la pioggia, mi rendo conto che per la prima volta siamo in perfetto orario, secondo le mie previsioni, verso le 21.00  potevamo essere già all’agriturismo e quindi con buona probabilità si poteva cenare presto e ci si poteva godere un meritato riposo……ma quando maiiiiiiiiiii, non avevamo ancora fatto i conti con il Pirata, ancora doveva dare il meglio di se….(per i particolari, vedi capitolo El Caran, il Pirata……della strada…ahahahah)

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Morale siamo arrivati a destinazione alle 22.30, un’ora e mezza oltre le mie previsioni, stanchi e sfatti come dei ciucchi, talmente stanchi che Oize non ha nemmeno finito la cena, ottima e abbondante.

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Per quanto mi riguarda, Morfeo non ha avuto neanche il tempo di avvicinarsi che io già dormivo….appena ho appoggiato la testa al cuscino ero già nel mondo dei sogni……

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L’indomani alle 06.00 ero già sveglio, terminate le operazioni di routine, alle 08.00 eravamo già a cavallo dei nostri cavalli d’acciaio, pronti e carichi al punto giusto per affrontare l’ultima tappa del nostra meraviglio viaggio, 800 km fino a Gela……

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La bella notizia era che la giornata cominciava con uno splendido sole, un cielo azzurro e sgombro di nuvole, che faceva prevedere che le temperature sarebbero certamente salite.

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Peccato che il mio navigatore abbia deciso che non dovevamo prendere l’autostrada a Caianello, facendoci allungare di 60 km il viaggio di rientro …..Bastardo di un Tom Tom…..e scemo io che ci vado appresso……

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Morale abbiamo preso l’autostrada un’ora dopo, con la mia incazzatura che era arrivata alle stelle, me lo sarei mangiato talmente ero incazzato…..

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Comunque in autostrada abbiamo via via recuperato e, le previsioni di sbarco in Sicilia per le 17.00 sono state rispettate.

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Alle 17.45 abbiamo avuto il meraviglioso incontro con il resto dei soci che, per l’occasione aveva deciso di fare un giro alle Gole Dell’Alcantara e, dopo i saluti e gli abbracci di rito, tutti assieme ci siamo rimessi in marcia  alla volta di casa.

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Che dire di questa bellissima esperienza, che certamente rimane nella mente ma soprattutto nel fisico, un’esperienza del genere ti entra nelle ossa, ti coinvolge, ti stimola, ti apre la mente ed il cuore alle meraviglie della nostra Italia, bella dalle Alpi alla nostra Sicilia.

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Ringrazio tutti i miei compagni di viaggio, siete stati fantastici, viaggiare con voi è stato per me un onore prima ed un piacere poi, alla prossima……

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Umberto