"Le Moto" visitano il borgo di Savoca

Ben trovati a tutti voi, soci ed amici del nostro moto club.

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Ieri abbiamo portato a termine, ritengo con grande soddisfazione, la nostra moto gita in quel di Savoca, paesino in provincia di Messina, classificato, possiamo affermare con pieno merito tra i borghi più belli d’Italia.

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Cominciamo con il ringraziare coloro che hanno permesso tutto ciò ovvero i soci partecipanti, in primis le donne, Saria e Roberta, quindi Rosario, Salvino, Ezio, Tonino, Pietro C., Enzo, Salvo, Lino, Carmelo, Emilio, Maurizio, Gianfranco, Carlo, Maurilio, Pietro, Umberto e il nostro MITICO Nele detto “El Caran”, il veterano del moto club che ultimamente è forse un po’ troppo sfigato con la sua mitica Guzzi Nevada…….(Nele, viri cà cuminari cu su pezzo i fierro………i sta manera un si po’  iri a nuddra banna………mutu cu sapi u iocu).

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I ringraziamenti vanno anche al comune ospitante che, nonostante i limiti imposti dalla spending review, ci ha comunque messo a disposizione un vigile urbano, che ci ha gentilmente accolti all’arrivo, ed una simpaticissima quanto preparatissima guida, la sig.ra Anna che ci ha fatto visitare  il magnifico borgo.

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Ma cominciamo subito con il moto racconto, il film della nostra giornata, il  “ciak azione” che dal nostro bar preferito ha dato il via ai 19 soci e quindici motociclette alla volta di Savoca.

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Spendiamo qualche parola su questo borgo; per cominciare segnalo che il paesino è stato set cinematografico di uno tra i più importanti film cult del XX secolo, il “padrino parte seconda”.

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La scena al “Bar Vitelli”, dove un Michael Corleone in esilio chiede la mano della figlia del proprietario, girata a Palazzo Trimarchi nel 1971, e la successiva scena dello sposalizio tra Michael ed Apollonia, girata nella chiesa di S.Nicolò sempre nel 1971.

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Interessante è Il museo comunale dove viene rappresentata la storia e la vita degli abitanti savocesi, con i suoi detti “Cu zzappa bbivi all’acqua cu futti bbivi a bbutti”, oppure “Quantu tira un pilu i ffimmina non tiranu centu paricchi i bboi”, o ancora “U cummannari è megghiu du futtiri” ecc.ecc. e dove ho avuto la graditissima sorpresa di trovare un cenno storico al cognome Crisafulli, con tanto di stemma di famiglia ( a un lu dicu ca sugnu mportanti…….ahahahahahah).

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Di interessante c’è senza dubbio la porta della città risalente al XII secolo, la casa medievale con la finestra bifora del ‘400, il convento dei Cappuccini e la Cripta dove sono conservate le mummie, 37 cadaveri mummificati di patrizi, avvocati, notai, monaci, abbati, cioè tutti gli appartenenti alla potente aristocrazia savocese.

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E poi ancora le chiese, Santa Maria Assunta (Chiesa Matrice di Savoca), Chiesa di San Michele, Chiesa di San Nicolò, Chiesa del Calvario, Chiesa di San Rocco, ecc.ecc, il castello Pentefur, la Sinagoga e tanto altro ancora da vedere e da visitare.

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Per finire, mi prendo la libertà di sottolineare i magnifici panorami che si scorgono da ogni angolo del paese, e che sono riportati nella nostra ampia galleria fotografica.

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Come vedete, tanto piccolo il paese ma tanto ricco di storia, di cultura, di vita vissuta, un po’ come la nostra isola, piccola ma ricca, anzi ricchissima, come un forziere colmo di tesori.

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La nostra visita non è certo passata inosservata; le nostre grida, le nostre risate, il nostro passeggiare a mo’ di mandria che ha scardinato il silenzio e la tranquillità del borgo, con Ezio che, avendo mangiato peperoncino la sera prima, sputava fuoco e fiamme da tutti i purtusi, anche quelli meno nobili, con Vicenzo che, come il “Figliol Prodigo”, è ritornato al focolare paterno per respirare un po’ di aria di vita passata babbiannu cu tutti (mi raccumannu, perditi arrè……….), con Pietro e Maurilio che portavano avanti il loro magnifico show appresso alla simpaticissima guida….e Salvo Russo……a proposito Salvo, ti ho trovato sereno, rilassato, mi sa che devi approfittare di più della sella di Pietro…..ahahahahahah

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Quasi dimenticavo, in quel di Savoca, all’interno di un garage lasciato appositamente aperto dal proprietario, vi era parcheggiata una magnifica Rolls Royce Silver Shadow degli anni ’80, motore V8 di 6223 cc, 190 CV, cambio automatico con comandi al volante…..pelle a profusione ecc.ecc.

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Un’opera d’arte anche quella………

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Alle 12.30, terminata la nostra visita, ci siamo rimessi a  bordo dei nostri cavalli d’acciaio alla volta dell’azienda agricola S.Nicola, dove abbiamo consumato un ottimo pasto, ricco di tutte le prelibatezze tipiche del luogo.

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Alla fine del pasto, quando eravamo tutti pronti a prendere la via del ritorno, si è consumata la profezia del duca Carlo Ruta da Gela, detto anche “u Bastarduni” (assa a ristari a pperi cu un paiau) che ha colpito, senza alcuna pietà il nostro Nele detto “El Caran” che poveraccio ( pur avendo pagato, così lui dice), ha dovuto lasciare una ammutolita Guzzi Nevada in agriturismo, e prendere posto sulla motocicletta del sottoscritto.

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Ma siccome il nostro El Caran non se la poteva tenere, ad un certo punto ha deciso di prendere posto dietro il duca “u Bastarduni” per dar vita alla sua fredda vendetta.

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Ed infatti, appena giunti a Gela, mentre si apprestava a scendere, sferra una fragorosa testata allo specchietto della moto di Carlo mandandolo per aria per poi gettarsi a terra, a finta ca cariu……..….( bellissimo colpo di scena, o forse sarebbe meglio dire “colpo di casco”…..con tanto di cascata a terra……ahahahahah).

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Dulcis in fundo, mentre eravamo in preda alle risate più matte, che ti passa da Gela?

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il nostro socio Saverio, socio sconosciuto a tutti voi perché iscrittosi quest’anno non ha ancora mai preso parte ad alcun evento…….(ehhhhh………gli impegni, tanti impegni, troppi impegni…)

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Lui dice che è tornato, ma voi l’avete visto?

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Beh, se vedrete una luccicante, anzi mi correggo sbrilluccicante  storica BMW GS 1150, con a bordo un perfettissimo motociclista d’altri tempi, nel senso che l’ultima sua uscita seria risale al 2008, allora vi troverete certamente davanti al mitico Saverio Savio da Caltanissetta, la cui unica fortuna o sfortuna motociclistica ( dipende dai punti di vista) è quella di aver me come cugino e compare e quella di aver guidato fino a Capo Nord……poi il sipario è venuto giù (nel senso che la moto è stata mummificata in garage) per far spazio agli……impegni………ahahahahahahahah.

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Che dire ancora di questa giornata magnifica?

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il tempo, quello meteorologico, ci è venuto incontro regalandoci squarci di sole misti anche a ventate di caldo umido, che hanno fatto salire la temperatura per farci godere appieno delle bellezze offerte da Savoca.

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Bene, anche questa gita è ormai entrata nei nostri ricordi, adesso ci apprestiamo ad organizzare la nostra prossima uscita nel mese di marzo alla volta del lago di Pozzillo.

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Vi aspettiamo come sempre numerosi e vogliosi di divertirvi per raccontare ancora le nostre bellissime moto gite.

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Un lampeggio a tutti.

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Umberto