"Le Moto" visitano il barocco Modicano

Cari soci ed amici, amanti lettori della nostra/vostra rubrica che racconta delle gesta dei nostri eroi motociclisti e non, ben trovati.

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Oggi vi racconterò ciò che è accaduto in occasione del nostro ultimo evento motociclistico, ultimo anche in calendario per questo, ormai giunto agli sgoccioli, 2012.

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Iniziamo subito con il ringraziare tutti quelli che hanno reso possibile la riuscita di questo ultimo evento, voi, i soci, gli iscritti, tutti quanti, anche quelli che non c’erano ed ai quali va il nostro pensiero…………(ma quannu mai)……….il nostro presidente……….ciao presidè, ogni tanto fatti vivo…….il nostro segretario……ciao Pietro…….è stato bello averti con noi…….il nostro tesoriere……..(chi l’ha visto?)……..anzi se lo avete visto comunicatelo in redazione, e a Salvo Sottile, prima ca u vanna a cercanu……..(non preoccupatevi, è tesoriere, ma i piccioli non li tiene più, tiene solo i conti…….forse).

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Scherzi a parte……..è giusto ringraziare tutti voi, ma soprattutto le nostre donne, tutte le donne dei nostri soci ed in particolar modo Roberta, Claudia, Maria Grazia, Viviana, Saria, Santina, Tiziana, Carmen, Luana e le mogli di Ezio, Tonino e Massimo, oltre ai bambini, grandi e piccini, che si sono unti ai loro genitori per condividere questa bella domenica fuori porta, e il cane di Oize,….(attenzione non ho detto che Oize è un cane, ma il suo cane…..va bo mi cassariaiu).

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Giornata fredda e umida, ma allo stesso tempo splendida: cielo terso, ogni tanto qualche nuvola, e un sole splendente ci hanno accompagnato lungo tutto il viaggio.

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Viaggio che è partito come al solito dal nostro ritrovo, il bar……………(ma come schifiu si chiama, da non crederci,……comunque sia) il fu bar “La Capannina”, dove i nostri motociclisti si sono dati appuntamento per le 07.00.

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Alle 07.50 la truppa si è messa in movimento, direzione Modica ma con passaggio attraverso il lungo mare di Scoglitti e la necropoli Camarina.

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Del tempo vi ho già detto tutto, ma del mare non vi ho ancora parlato.

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Ieri mattina il mare pareva finto, sembrava un dipinto di Rodolfo Viola, (uno dei più grandi pittori contemporanei, che ama dipingere il mare) sarà stato per il suo colore, blu cobalto, per il suo odore intenso particolare, per il riflesso del sole, ma c’era da fermarsi e stare fermi ad ammirarlo.

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Se non si fosse ancora capito, io amo il mare……..

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Lasciata la costa ed il mare, ci addentriamo nella campagna ragusana, con i suoi muretti di pietra a secco, la sua tipica vegetazione con alberi di ulivo e carrubbo, le mucche al pascolo e gli inconfondibili profumi che ci accompagnano fino a Modica.

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Verso le 9.45 arriviamo a destinazione, dove ad attenderci c’era la nostra guida, la dott.ssa Rita Aprile che ringraziamo per la sua pazienza e per averci arricchito con i racconti sul Tardo Barocco modicano, ( non aspettatevi che vi spieghi perché tardo, cu è curiusu spiassi a dott.ssa Aprile……ahahahahahah).

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Ovviamente iniziamo il nostro giro turistico dal dolce, dal famoso cioccolato modicano, (buono, buono, troppo buono slurp……) e quindi facciamo visita alla fabbrica dell’antica dolceria Rizza con la spiegazione sulla lavorazione del tipico cioccolato di Modica.

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Non potevano mancare gli assaggi di tutti i tipi di cioccolato, al caffè, al pistacchio, alle mandorle, al peperoncino, alla vaniglia, poi il liquore al cioccolato, semplice o con l’aggiunta di peperoncino, poi naturalmente le paste di mandorla, le marmellate e così sia…………diciamo che i modicani ci hanno preso per la gola………..

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Nel frattempo terminavano le funzioni nelle due cattedrali…..e già, perché a Muorica ci sono due cattedrali, due santo patrono (anche se ufficialmente sono tre, c’è pure la Madonna delle Grazie), due feste, quattro monti e…………due maroni così……sti modicani…….tutto giusto, tutto perfetto, tutto bellissimo……due palleeeeee………ecco perché poi Ragusa Provincia e Modica sta mincia………..ahahahahahahah.

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Prima tappa il duomo di San Pietro, ragazzi indescrivibile quanto è bello ( si perché dovete sapere che i modicani, dopo il terremoto del 1693, fecero a gara per ricostruire le chiese Di S.Giorgio e S.Pietro, cercando di superarsi con il risultato che oggi ci troviamo due opere architettoniche stupende).

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L’interno della Chiesa è a tre navate con 14 colonne, con capitelli corinzi ed uno spettacolare pavimento in marmo bianco, marmi policromi e pece nera.

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La volta arricchita con stupendi affreschi che richiamano il gioco dei marmi sul pavimento.

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L’organo monumentale è composto da 3200 canne, 32 registri e due tastiere.

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Terminata la visita del Duomo di S.Pietro ci siamo diretti verso Modica alta, verso il Duomo di S.Giorgio, più volte ripreso anche in alcune scene della serie “Il commissario Montalbano”.

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Questa opera architettonica viene spesso segnalata come monumento simbolo del Barocco siciliano.

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L’interno è a cinque navate, con 22 colonne sormontate da capitelli corinzi, l’organo è a quattro tastiere, 80 registri e 3000 canne, ( a Gela si arricriassiru cu tutti sti canni…..ahahahahahah).

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La chiesa di S.Giorgio è indubbiamente più ricca di opere:L’assunta del Paladini, La Natività di Carlo Cane, Il Martirio di S.Ippolito del Cicalesius, La Madonna della Neve, il polittico dell’altare maggiore, composto da ben 10 tavole raffiguranti scene sacre della vita di Gesù dalla Natività alla Resurrezione e all’ascensione, oltre alle iconografie di S.Giorgio che sconfigge il drago e S.Martino che divide il proprio mantello con Gesù.

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Sul pavimento, di semplice marmo chiaro, è invece raffigurata una meridiana solare disegnata da Armando Perini, ed attualmente funzionante attraverso un foro praticato su una delle pareti della chiesa, attraverso il quale i raggi solari tracciano il mezzodì nazionale e quello locale (praticamente tra il mezzogiorno di Roma e quello di Modica c’è un minuto di differenza……ecco perché al nord ci calano la pasta prima…….ahahahahahah).

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Ore 12.30, Il duomo chiude e noi ci affrettiamo a raggiungere il nostri cavalli d’acciaio che ci porteranno in quel di………”Agriturismo Terranova”, e secondo voi, una comitiva di gelesi poteva scegliere un agriturismo diverso?

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Personalmente ho mangiato benissimo, buoni gli antipasti, la caponata………minchia che goduria….., i cavati al sugo………a sosizza………tutto veramente ottimo, e la signora veramente gentile e disponibile, varrebbe la pena tornarci.

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Finalmente, pieni come dei maialini da macello, ci rimettiamo in cammino e la truppa decide di fare tappa a Marina di Ragusa.

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Lungo la strada ci accompagna un tramonto meraviglioso con un sole rosso che, piano piano, si inabissa sul mare che è rimasto ancora fermo immobile come l’avevamo visto di prima mattina.

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Signori, ma che bello il nuovo tratto del lungo mare che conduce fino al porto, personalmente lo colloco tra i più belli della Sicilia, se non addirittura il più bello in assoluto.

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Ma che si capisce che sono innamorato della provincia babba………i babbi semmu niatri……che ni mancassi……….iddri su i babbi e niatri fussimu i sperti?

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Impossibile capire perché a pochi chilometri da Gela sembra catapultarsi in un pianeta diverso, eppure i Ragusani sono siciliani come noi (ma perché non riusciamo a copiare il 10% delle loro capacità, anche solo il 10% basterebbe per migliorare lo schifo che ci circonda, scusate, ma quando ci penso m’acchiana u nirvusu).

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Bene, terminata la visita sul lungomare di Marina, ci rimettiamo in marcia verso casa, stanchi ma ritengo soddisfatti per la bellissima giornata vissuta immersi nelle bellezze della nostra isola.

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Questa, come dicevo, è stata l’ultima gita motociclistica in programma per questo 2012.

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Il calendario di quest’anno è stato ricco di uscite, una più bella dell’altra, in Sicilia e oltre lo stretto, abbiamo visitato chiese, castelli, abbiamo fatto percorsi storici, con il caldo, con il freddo, di giorno e di notte.

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Quanti chilometri, e proprio i chilometri percorsi sono stati il leit motiv del nostro concorso che quest’anno, per la sua prima edizione, premierà nove soci con altrettanti riconoscimenti, per sigillare questa fiducia, questa dedizione, questa voglia di legare la gita motociclistica alla cultura ed alla scoperta della nostra terra, dei suoi tesori, dei suoi costumi, delle sue tradizioni.

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In occasione del nostro pranzo sociale, i soci che sono richiamati in rosso nella nostra classifica esposta nel sito, verranno premiati, per cui l’invito è quello di affrettarsi con le prenotazioni perché anche in questa occasione ne vedremo delle belle…….

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Un Lamps a tutti.

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Umberto