"Le Moto" al bosco della Ficuzza

Cari soci e lettori della nostra rubrica rieccomi, fresco fresco di rientro dall’ultima fatica motociclistica………si fa per dire, pronto a raccontare la nostra domenica all’insegna del moto turismo.

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Ieri i soci del motoclub, hanno portato a termine l’evento, penultimo per quanto riguarda gli eventi motociclistici in calendario e nonostante le facce stanche all’arrivo, c’era la soddisfazione per aver trascorso una domenica serena

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all’insegna della natura, della cultura e della passione motociclistica.

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Personalmente ringrazio tutti coloro che hanno aderito, ed in particolar modo le donne, le nostre signore che abitualmente ci accompagnano e quindi Roberta, Rosaria, Loredana, Silvana, Carmen, Anna, Claudia, Maria Grazia e la sig.ra Anello, (mi scuso personalmente ma non ricordo il nome della moglie di Franco).

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A loro va il mio personalissimo e sentitissimo grazie.

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Ma entriamo subito nel vivo del racconto, cominciando dalla partenza, dal nostro ormai noto punto di incontro, quello che io mi ostino a chiamare “La Capannina” ma che oramai ha cambiato nome ma………un mu riordo mai comu schifiu si chiama ora stu bar…….ma cu cciù fici fari a cangiari stu nomu……….mah……

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Ore 07.45, 15 equipaggi prendono il via direzione Villaggio Mosè, dove ad attenderci c’era la sedicesima motocicletta, quella del mitico Gianluca e di sua moglie Rosaria, che provenienti da Caltanissetta, ci avrebbero fatto l’onore di unirsi a noi per condividere questa, almeno in prospettiva, bella domenica.

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L’aria umida e frizzante del mattino ( 16.5°) suggeriva un abbigliamento adeguato, ed infatti io e mia moglie non abbiamo sofferto, anzi, devo dire che questa prima parte del viaggio è andata abbastanza bene.

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In effetti io ero un po’ preoccupato, in questo periodo non si sa mai come vestirsi quando si esce normalmente di casa, figuriamoci se si esce in motocicletta, ed alle 07.30 del mattino……

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Comunque arrivati all’appuntamento con i coniugi Stellario in perfetto orario, e approfittando del fatto che nel frattempo la temperatura era salita fino a 22 gradi, ci siamo alleggeriti nell’abbigliamento ed abbiamo ripreso la marcia ma, appena imboccata la AG-PA, ho visto il termometro della mia motocicletta picchiare verso il basso fino a quota 18°, e vi posso assicurare che a quelle temperature, viaggiando solo con i jeans s’agghiaccia tutto,……..e quando dico tutto intendo tutto……….ivi compreso i gioielli di famiglia……

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Fino a Lercara Friddi è stato un balletto, con la temperatura che saliva e scendeva per poi impennarsi fino a 28°, che però vi posso assicurare non erano di alcun fastidio.

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La nostra seconda tappa era Godrano, comune collinare della provincia di Palermo con poco più di 1000 abitanti, che si sviluppa ai margini del “Bosco della Ficuzza”.

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Da quì dovevamo raggiungere il “Casino di Caccia” o la “Real Casina di Caccia” che si erge nel verde immenso del “Bosco della Ficuzza” ai piedi della “Rocca Busambra”.

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La passione per la caccia e l’amore per gli svaghi, indussero l’allora Ferdinando III di Borbone a costruire questo Real Palazzo.

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In effetti l’opera è impressionante, trovarsela di fronte quando si arriva dalla stradina fa un certo effetto.

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Imponente, ben conservata, con tanto di Cappella privata, ancora in funzione, per la celebrazione delle messe e, su richiesta, anche per la celebrazione di matrimoni.

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La visita guidata, con l’ausilio della Guardia Forestale, ci ha permesso di toccare con mano quanto bella e ben costruita fosse questa  “piccola” residenza di caccia, con la sua imponente scala di marmo rosso, le sue stanze con meravigliosi affreschi al tetto, le numerose stanze riservate agli ospiti, il particolarissimo sotto tetto riservato alla servitù con annesse stanze per le provviste e tanto di scantinato per la conservazione della selvaggina.

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Se a quel tempo c’era Monti, ci calava un IMU ca pi paialla un c’abbastvanu tutti i ricchizzi………ahahahahahah.

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Ad attenderci c’erano i colleghi motociclisti del motoclub “Gold Wing Italia” sezione Sicilia Est ed Ovest, con i rispettivi presidenti Alberto Leotta e Paolo Giordano che, accompagnati da altrettanti soci, ci hanno graziosamente accolti.

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In effetti tra noi e loro c’è una bella differenza, noi guidiamo delle motociclette, loro definirli solo motociclisti mi sembra riduttivo.

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Bisogna avere del gran coraggio a chiamare quelle imponenti macchine semplicemente “motociclette”, partiamo per esempio dai numeri; 6 cilindri, 1832 la cilindrata, 118 i cv, 396 kg il peso a secco, 2630 cm la lunghezza, 945 cm la larghezza e mi fermo qui, penso che renda sufficientemente l’idea.

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A loro va certamente tutta la nostra comprensione, qualche d’uno doveva pur guidarli quei pulmann a due ruote……ahahahahahahahahah

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A parte ogni scherzo, devo dire che la compagnia è stata veramente gradita; le loro motociclette saranno strane ( c’era pure un triciclo ), ma loro sono dei veri motociclisti, ed io quando li incontro, non posso far altro che stringergli la mano perché, non è alla portata di tutti riuscire a guidare quei bisonti nelle nostre impervie strade, e quella che conduceva al “Gorgo del Drago” era veramente insidiosa.

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E siamo quindi al momento del pranzo, momento solenne direbbe qualcuno, dove si mette da parte il fervore motociclistico per dare sfogo all’istinto famelico, e anche lì i signori della “Gold Wing “ fanno valere il fattore peso………d’altronde se guidi un bisonte del genere devi mettere in pancia calorie adeguate a domare tutti sti gran numeri…………

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Da questo punto di vista il locale si è adeguato, offrendo un servizio all’altezza delle aspettative e soprattutto, attento anche ai bisogni di chi aveva particolari esigenze, tant’è che i nostri Carmelo, Saverio e Orazio sono abilmente riusciti ad entrare nelle grazie di Gessica e Valentina per avere un trattamento………..con i guanti………..ahahahahahah.

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Terminato il lungo pranzo, ci siamo trattenuti con i nostri simpatici amici della “Gold Wing”, che hanno dato sfogo alle potenzialità dei loro bisonti d’acciaio (lo stereo con 400 w di potenza del triciclo è adeguato per fare un rave party all’aperto……fico…….)

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Alle 16.50 ci siamo rimessi in marcia per guadagnare la via del ritorno, che prevedeva il passaggio da Caltanissetta, e quindi il saluto dei simpatici Gianluca e Rosaria, attraverso un percorso interno dove le curve ed i tornanti prendevano il posto della monotona statale SS 189.

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Personalmente ho gradito molto questi 40 km di stradine curvose che mi hanno fatto svegliare dal torpore che stava calando.

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Nonostante questa piccola divagazione alle 19.40 eravamo già a casa, sufficientemente stanchi, ma ritengo soddisfatti per la magnifica giornata trascorsa.

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In conclusione che cosa aggiungere? Certamente un grazie a tutti i soci che sono stati con noi, e un grazie anche agli amici del “Gold Wing Club Italia sezione Sicilia” che hanno, spero, gradito la nostra compangia, e un arrivederci alla prossima ed ultima uscita in calendario, per questo, ormai agli sgoccioli, 2012.

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Umberto