"Le Moto" a San Giovanni Rotondo

Ben trovati cari soci ed amici del nostro moto club,

\r\n

oggi vi racconterò il nostro ultimo evento motociclistico, che ha visto coinvolti 8 soci del nostro moto club.

\r\n

Iniziamo con il ringraziamento di questi sette colleghi d’avventura, in ordine alfabetico:

\r\n \r\n

 

\r\n

Emanuele, Ezio, Gianfranco, Massimo, Maurilio, Pietro, Tonino ed il sottoscritto.

\r\n

Otto centauri che venerdì 21 si sono messi in moto alla volta di Monopoli,

\r\n

Un gruppo è partito intorno alle 07,00 del mattino, mentre io Maurilio Pietro siamo partiti intorno alle 12.30.

\r\n

Viaggio di andata strepitoso.

\r\n

Le tre BMW hanno raggiunto velocemente l’imbarcadero delle Ferrovie dello Stato per poter guadagnare la costa calabrese.

\r\n

Sfortunatamente la nave ha preso il mare con un pò di ritardo e la nostra traversata, invece della canonica mezz’ora, si è trasformata in un tormento di oltre 2 ore.

\r\n

Poco male, sbarcati a Villa ci siamo rimessi in marcia con il nostro solito piglio e, dopo un rabbocco all’area di servizio, abbiamo ripreso il nostro viaggio.

\r\n

Mentre ci avvicinavamo alla meta, abbiamo attraversato alcuni bei posti, per esempio il centro città di Martina Franca, oppure Locorotondo, piccolo comune che fa parte dei Borghi più belli d’Italia.

\r\n

Morale, sbarcati alle 16.45, siamo arrivati a Monopoli alle 20.45, 450 km in 4 ore sosta inclusa, non male.

\r\n

All’arrivo abbiamo trovato i nostri colleghi ad attenderci e, nonostante la stanchezza, ci siamo concessi una veloce visita alla zona del porto.

\r\n

Mi sembra doveroso fare un breve cenno sulla città, che rappresenta uno dei porti più attivi e popolosi della Puglia.

\r\n

Il suo caratteristico centro storico di origine alto medievale, si affaccia sul mare.

\r\n

Monopoli è detta anche città delle 100 contrade.

\r\n

La breve visita del centro storico, con i suoi localini tutti pieni di giovani e di vita mi ha ben impressionato.

\r\n

L’indomani, dopo una veloce colazione, ci siamo rimessi in marcia per cercare di visitare questa bellissima regione.

\r\n

Abbiamo percorso la litoranea che da Monopoli ci ha condotto fino a Manfredonia, attraversando le città di Bari, (bellissima), Molfetta, Barletta e Margherita di Savoia con le sue saline, ( in certi momenti mi sembrava di essere a Trapani) fino a San Giovanni Rotondo.

\r\n

A San Giovanni abbiamo lasciato le nostre motociclette, e ci siamo avviati verso la Chiesa.

\r\n

Luogo mistico, sacro; lo si sente nell’aria, lo si percepisce guardando in faccia i visitatori, o forse sarebbe meglio chiamarli fedeli, gente che proviene da ogni dove, italiani e non, fedeli o semplicemente curiosi.

\r\n

A san Giovanni il gruppo si è mosso in ordine sparso, c’è chi è andato subito a caccia di Gadget, c’è chi si è diretto ai luoghi sacri o, chi come me, ha cominciato a guardarsi attorno per cercare di apprezzare al meglio quel momento.

\r\n

Come al solito c’è sempre quello che passa inosservato, e secondo voi chi se non Ezio poteva passare inosservato?

\r\n

Il suo catanese, sparato dal quel trombone non poteva lasciare dubbi a chi ascoltava, mentre sdilliriava contro tutti noi che avevamo bocciato l’idea di tornare alle moto a piedi.

\r\n

“minchia tutta sa cchianata a peri nnama a fari?”

\r\n

Il povero Massimo, che si scoprì essere poi l’ideatore di quel pensiero, come un moderno Giuda lo lasciò solo al suo destino, e da quel momento tra quei due si aprì una faida che avrebbe portato il povero Tonino a indossare i panni del frate francescano, per cercare di riportare la pace e la serenità tra i due……….Fra’ Tonino, detto il Calvo, da Gela…..ahahahahahah

\r\n

Raggiunte le motociclette, il nostro Maurilio decide di farci da navigatore guidandoci nel bel mezzo della Riserva boschiva detta “ Foresta Umbra”.

\r\n

“Ma chi strano, semu in Puglia e a foresta si chiama Umbra………Mah…..”

\r\n

Nel cuore del Gargano sorge questa riserva boschiva bellissima, e attraversarla con le motociclette è stata una esperienza meravigliosa.

\r\n

Ad un certo punto dalla strada si vedeva il Lago di Varano, le foto scattate vi faranno capire la bellezza e l’originalità del posto.

\r\n

Da li ci siamo diretti verso Peschici, “ o come la ribattezzò qualcuno “ Pisticci”….., dove abbiamo rabboccato i serbatoi delle nostre motociclette.

\r\n

Ad un certo punto, visto che erano ancora le 19.00 decidiamo di andare a mangiare a Pugnochiuso e, impostata la rotta nei vari navigatori, ci siamo messi in marcia.

\r\n

“Ma unni minchia è stu Pugnochiuso?”

\r\n

La domanda è d’obbligo visto che ad un certo punto, dopo quasi un’ora e mezza di curve, e di tornanti, nel buio più totale, i navigatori ci dicevano “hai raggiunto la destinazione” e non c’era niente.

\r\n

Niente, ne una luce, ne un cartello, ne un fabbricato, niente………Minchia futtuta………(scusate il francesismo).

\r\n

Bene, decidiamo di proseguire, tanto prima o poi un qualche paese lo dovevamo incrociare…..

\r\n

C’è voluta un’altra ora di curve e di tornanti prima di arrivare in un posto che poi si scoprì chiamarsi Mattinata…..(secondo me mai nome fu più appropriato, “dopo il buio pesto del bosco, la luce del paesello, che come un’alba mattutina ha illuminato la nostra via”……..minchia sono un poeta provetto…..ahahahaha)

\r\n

Non vi dico e non vi racconto “u burdello ca fici Ezio……..” beddra matri………

\r\n

“Ao ma unni minchia mi purtastuvu……ma sa strata cu va insignau……”e così via mentre parlava al telefono, facendoci morire dal ridere, e gettando un’alea di sgomento tra gli ospiti del locale dove ci preparavamo ad accomodarci per consumare la nostra cena.

\r\n

Che risate, ho pianto dalle forte risate e mi faceva male la mascella.

\r\n

In effetti non aveva tutti i torti, ma chi poteva immaginare……….

\r\n

Morale siamo arrivati in albergo che era mezzanotte, e l’indomani ci saremmo dovuti svegliare alle 05.00 per ritornare a S.G.Rotondo, per assistere alla messa mattutina prima di prendere la via del ritorno.

\r\n

Senza prendere sonno (troppo intense le emozioni della giornata appena trascorsa), alle cinque ci siamo rimessi in piedi e alle 05.45 eravamo tutti pronti a partire……tranne Ezio…..che come una novella Giulietta, dal balconcino della sua stanza, alle 05.45 sdilliriava contro di noi, rei di non averlo avvisato…….Si scoprì poi che era tutta na farsa per non venire con noi……”Sempri catanisi sunnu……”

\r\n

Anche in questo caso, Frà Tonino detto il Calvo, si è dovuto immolare per riportare la pace tra noi.

\r\n

Raggiunto il Santuario però abbiamo avuto la sgradita sorpresa che la prima messa si sarebbe tenuta solo alle 08.00……(strano che l’orario modificato della messa non fosse pubblicato da nessuna parte) non abbiamo bestemmiato, il luogo consacrato ci ha immediatamente rasserenati.

\r\n

Decidiamo allora di attendere le 07.00 per entrare e visitare la tomba di San Pio.

\r\n

Anche lì scopriamo che l’apertura dei cancelli veniva posticipata ad ora da destinarsi……..e che c…….zo……e quanno c’è vo c’è vo……….disorganizzazione totale in barba ai fedeli ed a quelli che fanno chilometri e chilometri che vengono trattati peggio delle bestie.

\r\n

Incazzati neri torniamo in albergo dove sfoghiamo la nostra rabbia sulla colazione…….e che colazione.

\r\n

Ni cafuddramu tutti i cornetti, i panini…..Massimo ha confessato di averne ingoiati sette con burro e marmellata e 4 cornetti, Pietro 4 panini con marmellata e tre cornetti…..in parole povere ci spugghiammu u tavolo da colazione…..ahahahah.

\r\n

Bene, terminate le procedure di preparazione delle motociclette e fatta la solita foto di gruppo, ci siamo rimessi in viaggio.

\r\n

Decidiamo di prendere l’autostrada adriatica, ma amara sorpresa, l’autostrada ci è costata un botto tanto che Pietro, arrivato al casello, credeva che gli stessero chiedendo i soldi per il compromesso…..

\r\n

In effetti pagare € 12.30 per meno di duecento km di percorso autostradale somiglia più ad un futo che ad un pedaggio.

\r\n

Raggiunta Taranto, proseguiamo per Sibari fino ad immetterci sulla SA-RC.

\r\n

Alle 13.15 arriviamo all’area di servizio di Tarsia, 220 km da Villa San Giovanni.

\r\n

Giuro che mi sentivo già a casa.

\r\n

Matri chi cavuru…..30°, mi sono ritrovato bagnato fradicio manco fossimo in estate.

\r\n

Consumato il breve pranzo prendiamo la via del ritorno verso le 14.45 e come delle saette arriviamo a Villa alle 16.30.

\r\n

Attendiamo circa 15 min. prima di prendere il traghetto ed alle 1730 sbarchiamo a Messina.

\r\n

Ma che beddra a Sicilia…….

\r\n

Il solito buddraci di turno si mette in mezzo tra noi e la meta investendo l’incolpevole Tonino.

\r\n

Fortunatamente tutto bene, solo danni ai veicoli, e nulla di più.

\r\n

In quest’occasione il maresciallo in pensione Ezio ”u catanisi” sfoggia tutta la sua maestria ed abilità in fatto di compilazione di dichiarazioni di incidente e, in meno di mezz’ora riusciamo a riprendere la via del ritorno per approdare in quel di Gela alle 20.15.

\r\n

Che dire a conclusione di questa bella esperienza, che personalmente mi sono molto divertito, che fortunatamente tutto è andato bene e che non vedo l’ora di rivedervi tutti insieme per la prossima uscita in moto.

\r\n

 

\r\n

Umberto