3° tagliando/girando la Sicilia

Cari soci, cari lettori che oramai non si perdono un “Moto racconto”, ben trovati sulla nostra rubrica che riassume in chiave ironica le nostre avventure motocicliste, attraverso le più belle strade della Sicilia.

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Quella che vi sto per raccontare, forse perché quella ancora più viva, forse perché quella ancora più fresca, rappresenta

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“L’uscita”, la moto cavalcata, in senso stretto, più adrenalinica ( non lo so se si può dire, valutatela come licenza “poetica”) del 2012.

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Ma partiamo con la lista dei “motociclisti” che ieri si sono cimentati in quella che è stata, dai più definita, una follia (semu foddri…..)

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Carmelo, Emanuele, Giuseppe, Gianfranco, Lino, Rosario, Salvatore, Saverio, Carlo, Maurilio, Pietro, ed il sottoscritto.

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Menzione a parte meritano le nostre due eroine, Roberta e Viviana, due motocicliste fantastiche, due donne con le BALLS……… (quanno ce vo’ ce vo’).

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Andiamo con ordine; partenza dal nostro solito posto, foto di rito e via, ore 07.00 e la carovana si mette in viaggio.

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12 motociclette in fila indiana, direzione Palma di Montechiaro.

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L’aria del mattino è tiepida, non c’è una nuvola e in moto si sta benissimo,

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Alla solita strettoia, in direzione Licata, quasi baciamo il mare, di un colore blu intenso, ma già increspato dalla brezza che fin dal primo mattino inizia a soffiare.

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In un certo senso mi rassereno, penso tra me e me, che forse oggi non è giornata di mare e quindi ho indovinato ad andare in moto, ma sarà cosi?

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In effetti mia moglie, che non perde occasione “pi farimi i scurciddri”, mi racconterà che “a mare non c’era un filo di vento”, e te pareva……..

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Velocemente raggiungiamo la nostra prima meta e ci infiliamo in direzione Camastra-Naro, per iniziare la salita che ci porterà fin sulle Madonie.

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Palma è ancora addormentata, le strade sono sgombre, la carovana passa velocemente e raggiunge Naro.

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Piacevole sorpresa il paesino di Naro, 600 m sul livello del mare, pulito e ricco di chiese.

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Nell’attraversarlo sono rimasto positivamente colpito.

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Penso che sia il caso di tornarci, magari per approfondirne la conoscenza.

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Usciti da Naro ci troviamo di fronte uno specchio d’acqua bellissimo, che nasce in una vallata denominata “Val Paradiso”.

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La strada ci passava proprio sopra, tant’è che ho fermato il gruppo per fare una foto ( a proposito di foto, prego chi ne ha, di renderle disponibili per inserirle nel sito, grazie) .

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Lasciato questo laghetto, abbiamo proseguito in direzione Racalmuto, Montedoro e Milena.

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Strade piene di curve, con paesaggi variopinti e, purtroppo ricche di insidie (ascutati a mia, accattatevi u GS).

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Giunti a Milena, l’amico Gianfranco si è offerto di farci fare un giro del paesello, e devo dirvi che anche Milena mi ha lasciato piacevolmente sorpreso.

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Comune situato a 423 m sul livello del mare, molto piccolo, conta poco più di tremila abitanti.

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E’ famoso per la sagra dell’imbriulata, piatto tipico locale ma non chiedetemi “di chi sapi?”

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Lasciata Milena, proseguiamo il nostro viaggio alla volta di Lercara Friddi, primo paese che incontriamo della provincia di Palermo.

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Da Lercara ci dirigiamo verso Alia, conosciuta con l’appellativo di Città Giardino.

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In effetti, la visita veloce all’interno di questo antico borgo, da l’idea di un posto piccolo, ordinato, pulito e ricco di piante da giardino fin dal suo ingresso.

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I soliti motociclisti del piffero, sono riusciti a farsi cazziare dal vigile di turno…….”Minchia non vi posso portare a nuddra banna ca mi faciti fari sempre mala fiura”…….ahahahahahah, (colpa mia che ho preso un divieto di accesso……..)

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Lasciata Alia ci dirigiamo verso Roccapalumba per scollinare in direzione Termini Imerese, e qui il fattaccio.

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Non dico nulla perché non mi sembra giusto commentare ma, l’amico Salvo, ci deve una bella cena a tutti………per averci costretto sotto un sole cocente per oltre un’ora e mezza…… mutu cu sapi u ioco).

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Fino a quel momento tutto era and-ato ( giusto presidè ) liscio come l’olio, ed eravamo in perfetto orario sulla tabella di marcia…..azzoooooo.

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Devo dire che superata quest’empasse, il gruppo si è saldato ancor di più.

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Salvo ha preso posto sulla moto di Pietro, che si candida seriamente al titolo di “autobusso”, (a ti ricrii ora ca c’hai na moto.Prima ca lavatrici cu ci acchianava cu ttia….ahahahah) ed abbiamo ripreso il nostro viaggio.

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Era necessario fare alcune modifiche al precorso, avevamo accumulato oltre un’ora di ritardo e sarebbe stato impensabile rimanere nel percorso originario, per arrivare all’orario prestabilito.

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Il buon Maurilio, in questo, mi è stato molto d’aiuto.

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Riprendiamo la marcia dopo una pausa caffè in quel di Caccamo e raggiungiamo Termini.

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Cavuruuuuuuu, a Termini si squagghiava……

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Velocemente abbiamo attraversato il lungo mare e, dopo un veloce rabbocco, abbiamo ricominciato la salita da Campofelice di Roccella.

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Sosta per il pranzo a sacco a Collesano, dove mi sono sdraiato su un muretto e mi sono rilassato sotto la frescura ragalatami da due meravigliosi alberi.

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Neanche il tempo di tirare il fiato che il solito rompi-balls di turno gridava “Andiamo, Andiamo, tutti in moto”….chissà chi era sto………..

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Pronti, partenza e via……di nuovo in sella, direzione Polizzi Generosa, Castellana Sicula e Gangi.

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Queste strade sono sul mitico tragitto della “Targa Florio” una delle più antiche corse automobilistiche, e attraversarle regala forti emozioni.

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La mia motocicletta “pariva drogata”,  scivolava sull’asfalto sconnesso e curvoso come uno slalomista da neve.

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Sinistra, destra, poi ancora sinistra ed ancora destra, tornante su, tornante giù, gimcana di curve……..che goduria.

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Ad un certo punto, tra la temperatura esterna abbastanza elevata, e il mio utilizzo estenuante dei freni, ho cominciato a sentire puzzo di pastiglie surriscaldate……”brutto segno”.

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Da Gangi abbiamo proseguito per Nicosia, dove finalmente abbiamo fatto una sosta per un bel caffè e per tirare un po’ il fiato.

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Il solito rompi-balls di turno, terminate le operazioni di ricalcolo del percorso ha iniziato a dire: ” andiamo, andiamo “ quasi quasi manco il tempo di fare due gocce c’ha dato sto Killer della motocicletta……ma cu è stu bastarduni?…….ihihihihih

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Arripronti, arripartenza e arriviaaaaaaa, direzione Troina, comune della provincia di Enna, come Nicosia peraltro, al confine con la provincia di Messina.

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Famosa fu’ la battaglia di Troina, nell’agosto del 1943, tra gli alleati sbarcati in Sicilia ed un nucleo di truppe tedesche arroccato nel paese.

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Devo dirvi che appena abbiamo toccato questo paese, mi sono sentito inebriare i polmoni dall’aria profumata dai numerosi fiori da giardino che adornavano le vie.

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Sensazioni che si provano solo andando in motocicletta……

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Da Troina cominciamo a tagliare il nostro percorso per poter rimanere dentro l’orario di arrivo.

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Troviamo una bellissima strada che ci porta direttamente a Paternò e la imbocchiamo…..

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Bellissima, curve e paesaggi meravigliosi.

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E qui la mia moto, forse mbriacata dai profumi dell’aria di Troina, ricomincia a sembrarmi drogata.

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Ad un certo punto mi accorgo che il freno posteriore si era talmente surriscaldato che non frenava più…..io lo pigiavo, ma nulla……Minchiaaaaaa pinsai e ora comu fazzu?

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Niente panico, pensa positivo……”ma come si fa a pensare positivo quando non hai i freni?”

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solo un folle potrebbe riuscirci……… forse io lo sono…….pensai tra me e me.

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Per un pò ho usato solo il freno motore e la potenza frenante del freno anteriore (santo ABS)

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Il tempo di far raffreddare l’impianto posteriore ed ha ripreso a funzionare……..meno maleeeee.

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Raggiunta Paternò ci siamo fermati per tirare il fiato, ed ho visto alcuni di noi buttati a terra finuti…….per così poco……..motociclisti d’acqua duci………

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Ho visto un  Lino veramente provato, strano, con quella moto dovrebbe certamente soffrire meno di tutti.

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Le più in tiro erano le nostre due donne, Viviana ca pariva scinnuta i na varca…..abbronzatura, o meglio, scottatura trasversale modello Giuditta…..ahahhahah e Roberta che invece ormai non da alcun segno di sofferenza, anzi pareva tutta gasata.

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L’esperienza di quest’anno l’ha veramente temprata.

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In effetti quello stravolto era Rosario…….chissà che succede in quella moto……..sempri l’urtimi arrivano chisti……….Gatta ci cova….ahahahahah

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Il solito rompi-balls dopo un po’ ha ricominciato ad urlare: “ andiamo andiamo”…..ancora un sa caputo cu è ca na ruttu i balls…….ihihihihihih

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Paternò-Catania-Gela.

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Ore 19.55 i nostri centauri hanno completato il giro.

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Che dire di questa fantastica giornata assieme a voi?direi che vi dovete fare un grande applauso per come l’avete affrontata e gestita; direi che ormai il gruppo è solido e maturo, per affrontare qualsiasi tipo di avventura, e che le nostre donne sono eccezionali perché ci danno forza e serenità e qualche cosa di più ……….Roberta….ma che ci fai a Rosario?

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Per concludere vorrei fare una ulteriore menzione al nostro Nele ù pirata…….67 anni di puro killeraggio motociclistico…….minchia un si ferma maiiiiiiiiiii.

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Un abbraccio ed un saluto a tutti i soci , ed a tutti coloro che ci seguono in questa rubrica del….. babbio……..ahahahahah

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Umberto