"Le Moto" al castello di Mussomeli

Ben trovati a tutti, soci e non.

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Oggi vi racconterò la nostra ultima moto cavalcata in quel di Mussomeli, dove sorge un maestoso castello fortificato sullo sperone di una roccia, che rappresenta una vera magnificenza per l'ingegnereia dell'epoca.

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Ma prima di entrare nel vivo del racconto, e' doveroso ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questo evento, ed in particolar modo alle nostre donne, ( Maria Grazia, Viviana, Saria, Loredana, Rosaria, Rosalba, Tiziana, Roberta, Stella, Margherita e Carmen ) sempre più numerose e sempre più interessate a scoprire questo meraviglioso scrigno che si chiama Sicilia.

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Partenza dal solito posto, e quasi alla solita ora.

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I nostri centauri hanno affrontato questa prima tappa del viaggio con un piglio molto allegro .

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Le esperienze accumulate nei viaggi precedenti danno i frutti sperati.

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Il gruppo rimane sempre compatto, non ci sono le fughe solitarie degli scapestrati di turno, e si segue una fila ordinata, disciplinata e ben disposta a tenere una media oraria tale da accontentare tutti quanti.

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Di ciò, noi del direttivo siamo soddisfatti, e riteniamo che si sia raggiunta quella maturità che ci permette di ben figurare, quando in gruppo attraversiamo i vari paesini che incontriamo durante le nostre gite.

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Ma torniamo al racconto, ed esattamente a quando, ad un certo punto, siamo entrati ad Acquaviva Platani.

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Paesino di circa 1000 abitanti che fa provincia CL.

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Io non so se il navigatore di Pietro voleva farci degli scherzi o se il paesino in effetti e tutto quello che abbiamo attraversato, ma vi giuro che c'erano delle salite impressionanti.

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Penso, anzi sono quasi certo, che abbiamo probabilmente disturbato la secolare quiete degli abitanti del posto perché, ad un tratto, ho visto affacciarsi alcune donne dalle porte delle case sulla strada che, con faccia stranita, avranno pensato ad un'invasione degli alieni.

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Venticinque motociclette roboanti che attraversano quelle salite, forse non li avranno mai viste prima.

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Una, due, tre pinnine incredibili, tanto che la moto del Carano ha cominciato a sparare olio da tutte le parti.

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In questa occasione abbiamo dato "il battesimo della salita" alla nostra cara amica Tiziana che ormai, e lo possiamo gridare senza timori di smentita, e' una motociclista con le............"gli attributi" non mi veniva la parola.....ahahahahahahahahahahahah.

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Quindi sosta forzata, anche se benedetta, dopo oltre un'ora non dispiaceva fermarsi un momento per sgranchirsi le gambe.

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Il mio ginocchio dx che ieri mi camuliava, ringrazia.

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Fatti i controlli di rito, capito che la moto del Carano sputacchiava perché forse c'era troppo olio, ci siamo rimessi in marcia.

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Neanche percorsi 200 metri che ci si ferma per......non ho capito neanche io per quale motivo, la moto di mba' vice' si stuta.

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Nel senso che muore li.

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Successivamente ho sentito "ca fossi si scatau do fantasma do casteddru".

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Pietro che invece aveva voglia di provare la nuova moto in due, forse perché nella sua vita non aveva mai preso nessuno di dietro.........cortesemente non facciamo commenti scurrili......

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Ha proposto al distrutto Vice' " vieni dietro di me" ?

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Il povero Vice' che poteva fare, si poteva rifiutare?

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Ci rissi si!

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E subito gli e' tornato il sorriso..........e se non avete capito perché, provate a chiederglielo.

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Ma torniamo ai nostri motociclisti, che assicuratisi del fatto che la moto sarebbe tornata a bordo di un "bellissimo" carro attrezzi, hanno proseguito per l'ormai prossima Mussomeli.

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La visita al castello e' stata veramente entusiasmante.

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Vedere quell'opera realizzata nel 1300 da ingegneri dell'epoca che ancora oggi e' li, maestosa e imperiosa su quel cucuzzolo di roccia fa veramente impressione.

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Poi, e' sbalorditivo come su una superficie molto limitata, siano comunque riusciti a mettere tutto quello che in un castello ci deve essere.

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Le scuderie, la Cappella, le prigioni con annessa stanza della tortura, gli alloggi per le guardie, oltre ovviamente agli alloggi per il signorotto e tutta la sua corte.

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Poi, colpo di scena, il racconto del fantasma.

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Come in ogni castello che si rispetti, anche in questo c'è la storia di un fantasma che si aggira tra le mura e si fa vedere ogni tanto dal tizio che ci ha fatto da Cicerone.

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Personalmente, e con rispetto parlando, a mia mi parseru tutti minchiati......

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Bene, terminata la visita, ci siamo rimessi in marcia alla volta della masseria dei fratelli Gentile in quel di Caltanissetta.

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Non mi pare che il pranzo sia stato eccezionale, abbiamo trovato di meglio.

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Questa volta l'agriturismo in questione mi ha un po' deluso.

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Forse la causa di ciò e' da addebitare al fatto che era veramente stracolmo con tutti i tavoli praticamente pieni.

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Bene terminato il nostro pranzo ci siamo rimessi sulla via del ritorno e, alle 18.45, eravamo già tutti a casa.

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Ormai siamo diventati cosi bravi che non sgarriamo neanche gli orari di rientro.

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Bene, che resta se non il solito ringraziamento a tutti quelli che si sono aggregati, anche e soprattutto agli ospiti, con la speranza che da domani diventino soci e possano a pieno titolo accompagnarci nelle prossime gite.

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Un lamps a tutti.

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Umberto