"Le Moto" visitano il santuario di Gibilmanna

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Cari soci ed amici rieccoci, ben trovati sul nostro portale.

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Oggi vi racconterò la nostra ultima moto gita, partendo dal mio punto di vista.

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La chiave di lettura della gita è quindi una, tra le possibili diverse chiavi, di ciò che è andato in onda domenica scorsa.

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Come di consueto è doveroso ringraziare gli sponsor che ci hanno sostenuto, in primis la Hertz che ci ha messo a disposizione un furgone nuovo di zecca.
Poi ringrazio chi ci ha seguito quindi tutti i soci, che hanno voluto trascorrere insieme a noi questa domenica che era anche la festa della mamma.
Per tale ragione quindi un grazie va anche e soprattutto a tutte le mamme che erano con noi; siete fantastiche e non lo dico per piageria, ma credo sinceramente che la vostra presenza sia la nota più bella di ogni nostra moto gita.
Adesso passiamo al racconto, alla trama che, come in ogni film che si rispetti, si è tinta di giallo.
Il momento della partenza ed il tragitto dell'andata sono stati, come di consueto, ordinati e privi di sorprese.
Alle 10.45, siamo arrivati al santuario ed abbiamo goduto delle bellezze, sia naturali che architettoniche, che il posto ci ha regalato.
La galleria fotografica, probabilmente, non rende giustizia a ciò che gli occhi, i nostri occhi, hanno visto.
Ma permettetemi di dire che le foto più belle sono quelle con la figlia di Pietro, Carla e il figlio di Enzo, Orazio, i nostri soci più giovani, due bambini che definire splendidi è poco.
Complimenti sempre alle mamme; i papà contiamo solo e quando c'è da pagare il conto....ahahahah.
Dopo la sosta abbiamo ripreso la marcia alla volta di Castelbuono, speranzosi che questa volta, visto che eravamo in anticipo sulla tabella di marcia, si potesse arrivare a pranzare in orario canonico, ......... .........ma quando maiiiiiiiiiiii.
Più ci penso e più non mi capacito,.........ma cosa è successo?
poi, siccome sono masochista dico: "ma dove ho sbagliato?"
com'è possibile che la metà del gruppo è andata a Piano Battaglia mentre, l'altra metà è arrivata puntuale al ristorante?
Queste domande sono rimbalzate nel mio cervello per tutto il tempo dell'attesa.
Però oggi, a mente serena, dico che provo un profondo senso di invidia rispetto a coloro i quali hanno percorso 100 km in più, in mezzo agli stupendi panorami offerti dal parco delle Madonie.
Praticamente il percorso studiato meticolosamente dal sottoscritto, con l'andata in mezzo al parco, non l'ho fatta, triturandomi viceversa i maroni in autostrada sia all'andata che al ritorno.
Due palleeeeeeeeeeeee..........
Alla fine vuoi vedere che il presidente ci ha azzeccato?
Ha fatto finta di sbagliare, si è portato un gruppo di fedelissimi, il suo fido scudiero Carano, il giovane guerriero Salvino, la recluta Rosario e l'esperto in mappe e strategie a sorpresa Oize.
Questo gruppo super attrezzato del meglio della tecnologia in rotte, ha colpito a sorpresa ed è andato alla conquista di Pano Battaglia.
Hanno piazzato la nostra bandierina e poi, con spirito soddisfatto sono tornati e hanno fatto finta di commiserarsi.
Che paraculiiiiiiiiiiii, bastardi dentro, si sono fatti il meglio della gita mentre noi, in preda all'ansia ed alla fame cercavamo di passare il tempo sfidandoci a sigolar tenzone alla teleferica e, come magnifici guerrieri, allargavamo il petto ad ogni centimetro conquistato.
Ma il tempo passava e dei nostri amici nulla......
Poi, capito l'inghippo, preso coscienza del fatto che i gabbati eravamo noi, abbiamo pensato bene di dare inizio alle danze ed abbiamo iniziato il nostro pranzo.
Tra il primo ed il secondo sono arrivati i mitici, gli eroi che con la minch.....del babbio si sono fatti il giro più bello.......
In definitiva, per me che mi sento motociclista, stare fermo in un posto a mangiare per più di due ore, è una rottura di maroni enorme, che è ancor più difficile da mandare giù se penso che qualcuno, con la scusa dello sbaglio, dell'errore del navigatore, si è goduto l'escursione sulle Madonie.
Mi sento propro un Van Fessen........
Ebbene si cari amici, questo è il mio pensiero.
Mi sento cornuto e mazziato; il giro che avevo studiato in ogni dettaglio, che doveva attraversare il cuore delle Madonie, che doveva aprirci gli occhi e la mente e godere panorami meravigliosi, profumi inebrianti, mi è stato scippato con una manovra degna del più perfido dei Richelieu (ricordate il famoso cardinale dell'opera di Dumas), alias il nostro caro Presidente, a finta ca nun sapi guidare mi futtiu....bastardu iddru e cu un ciu dici cantannu e ballannu.....
Basta, il mio racconto finisce quì....ma vi giuru ca nun mi futtunu chiù........
A buon rendere.....mio caro presidente...

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Un lampeggio a tutti

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Umberto.

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